Il Counseling è  una forma di affiancamento emotivo e di aiuto alla persona finalizzato a migliorare il benessere individuale. Il percorso di Counseling può essere concepito come un viaggio di liberazione da limiti oppressivi verso nuove possibilità.

Lo scopo è quello di offrire alla persona l'opportunità di aumentare il livello di consapevolezza al fine di utilizzare meglio le proprie risorse personali rispetto ai propri bisogni.

La filosofia di base del Counseling è che le soluzioni possono essere più facilmente individuate quando l'attenzione è centrata su ciò che funziona nella vita della persona, piuttosto che sulle sue difficoltà.

Attività professionale di cui alla Legge 14/01/2013 n. 4. Il Counseling non è psicoterapia e non è una professione sanitaria. 



Fare scelte ed affrontare cambiamenti.

 

Incontri di COUNSELING individuali.

I primi TRE incontri sono GRATUITI, anche

via SKYPE.

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Come posso esserti utile.



mutuo aiuto

GRUPPO DI MUTUO AIUTO

per  le persone in lutto

 

www.gruppoeventi.it 

 

 

ROMA, tutti i martedì, dalle ore 17,30 alle 19,00. Incontri settimanali gratuiti. 

Il Gruppo di Auto Mutuo Aiuto offre l'opportunità di incontrare altre persone che soffrono la perdita di una persona cara in uno spazio protetto in cui rompere l’isolamento. 

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counseling

INCONTRO TEMATICO

 

L'Amore imperfetto

 

 

 

 

ROMA,  sabato 13 maggio 2017,  dalle  15 alle 18. 

Voglio poterti amare senza aggrapparmi, apprezzarti senza giudicarti, raggiungerti senza invaderti, invitarti senza insistere, lasciarti senza senso di colpa, criticarti senza biasimarti, aiutarti senza umiliarti; se vuoi concedermi la stessa cosa allora potremo veramente incontrarci ed aiutarci reciprocamente a crescere”. (Virginia Satir)

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seminari

WORKSHOP

 

La dimensione spirituale nella relazione di aiuto.

 

 

ROMA,  il sabato, dalle ore 14,30 alle 17,00.

 

La persona umana non solo vuole vivere bene, ma si domanda anche perché vive.

 

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Jung e gli Archetipi.

Gli archetipi sono i centri e i campi di forza dell'inconscio, fonte di un suo ordine, per noi invisibile e inaccessibile, ciò che non si può dimostrare oggettivamente ma solo sperimentare soggettivamente.

Nel linguaggio figurato, proprio dell'inconscio, essi appaiono in forma simbolica, e sono sottratti al divenire e al mutamento propri della psiche individuale; negli archetipi si trova il patrimonio prezioso di simboli profondi e pieni di energia, da cui tutte le religioni hanno attinto la loro forza magica.

Jung individua, "sotto", per così dire, lo strato inconscio più superficiale che in sé contempla il patrimonio di esperienze e acquisizioni personali del soggetto lungo la sua storia che sono state rimosse, uno strato più profondo ed arcaico che egli chiama inconscio collettivo, strato questo che apparterrebbe a tutta la specie umana, indipendentemente da razze, latitudini, luoghi; esso sarebbe patrimonio comune e custodirebbe in sè appunto gli archetipi.

L'uomo non è portatore solo delle sue esperienze personali, ma anche di quelle delle sue generazioni precedenti e di tutta l'umanità, da quando essa ha iniziato ad esistere.

Jung approda al concetto di archetipo partendo dalla riflessione sulla natura degli istinti e su come essi vengano gestiti ed elaborati dall'inconscio; essi sono coercizione all'azione e alla reazione al di là della finalità.

L'istinto in azione è un processo non coscientemente finalizzato; l'archetipo non è qualcosa d'altro dall'istinto e ad ogni istinto corrisponderebbe un archetipo.

All'interno del ciclo evolutivo a cui noi apparteniamo e nelle potenzialità che ci appartengono da quando ci diciamo Uomo, noi siamo dotati di determinati istinti e di determinati archetipi.

La psiche, secondo Jung, si struttura in tre dimensioni, o livelli, che interagiscono tra loro: l'Io, l'inconscio personale e l'inconscio collettivo.

L'Io, la coscienza, fornisce all'individuo il senso dell'identità personale, della continuità dell'esistere, e funge da "selettore" dell'immensa quantità di dati che l'esperienza riversa in continuazione sulla mente.

L'inconscio personale è il deposito, necessariamente vastissimo, dei contenuti rimossi o ignorati dalla coscienza, o perché hanno perso attualità e interesse, o perché spiacevoli e incompatibili con essa.

L'inconscio collettivo è sicuramente il dato di maggiore novità della teoria junghiana: "è la poderosa massa ereditaria spirituale dello sviluppo umano, che rinasce in ogni struttura cerebrale individuale", deposito ancestrale del genere umano.

Fondamentale, per Jung, è giungere al recupero consapevole di quell'inconscio collettivo, di cui gli archetipi sono una rappresentazione.